I 20 anni de ‘Il Pino’: una storia che cresce nel verde del Parcobaleno

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I 20 anni de ‘Il Pino’: una storia che cresce nel verde del Parcobaleno

Correva l’anno bisestile 1996: il 29 febbraio alla presenza del notaio De Rubertis si costituiva la Cooperativa Sociale di tipo B ‘Il Pino’. Presidente della Cooperativa Maura Morelli attiva nella cooperazione sociale dal 1996 prima ancora nella cooperazione di produzione lavoro dal 1975.

Presidente Morelli, come si costituì la cooperativa?

Nell’ultimo anno 1995 del mio incarico di assessore del Comune di Alfonsine, con delega ai Servizi Sociali, l’amministrazione, che aveva un centro stampa nel quale erano impegnati alcuni ragazzi diversamente abili mi chiese di mettere mano ad un progetto che potesse dare un futuro a queste persone. Così un anno dopo, con altre 15 persone, abbiamo ‘acceso’ la storia della cooperativa ‘Il Pino’. Il nome venne scelto proprio dai ragazzi del centro stampa che si ispirarono allo stemma del Comune di Alfonsine.

Cosa avete fatto per celebrare questi venti anni?

Il 29 febbraio 2016 abbiamo tenuto un’assemblea straordinaria, alla presenza del notaio che ci ha costituito: è stato un momento simbolico molto importante, nel quale abbiamo cambiato anche lo statuto della cooperativa. Al termine abbiamo organizzato un aperitivo per festeggiare questi primi ventanni fra noi soci e quanti hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo. Durante tutto l’anno abbiamo poi sviluppato diverse iniziative ludiche nel Parcobaleno, un’area del Comune che gestiamo dal 2000 e dove abbiamo in uso anche un nostro chiosco.

Ci racconti di Parcobaleno: di cosa si tratta?

E’ un’area verde ove all’inizio avevamo creato un piccolo punto, attivato solo in alcuni periodi dell’anno. Poi con i primi proventi della nostra attività abbiamo costruito il chiosco. Il Comune ci ha dato l’autorizzazione permanente per gestirlo e nel tempo lo abbiamo ampliato. Oggi siamo i ‘gestori’ di questo parco in convenzione con il Comune: abbiamo in carico la manutenzione del verde ma anche l’organizzazione di eventi.

Siete una cooperativa di tipo B: come vi orientate sul mercato del lavoro?

I settori che seguiamo sono tanti. Qualsiasi tipo di lavoro che possiamo aggredire lo facciamo: le potenzialità delle persone diversamente abili sono tantissime, per cui più lavori ci sono, più possibilità abbiamo di inserire queste persone.

Quali sono quindi i servizi che sviluppate maggiormente?

Seguiamo principalmente il verde: è il settore più grande e ci da’ maggiori possibilità di inserire le persone. Nel verde, infatti, si possono fare cose semplici – come rastrellare – o cose più complesse, e si può lavorare in gruppo. C’è il settore pulizie, che non ha le stesse potenzialita’ del verde per l’inserimento lavorativo ma comunque occupa il secondo posto nel nostro fatturato, seguiamo le affissioni per il Comune di Alfonsine, effettuaiamo lavoro di laboratorio per la formazione di spugne monouso per l’igiene personale, e da qualche tempo abbiamo anche attivato una fiorente attività di catering.

Di cosa si tratta?

Abbiamo iniziato con molta tranquillità e abbiamo potuto sperimentare come il passaparola stia funzionando molto bene. Seguiamo matrimoni, cresime, comunioni, battesimi, cene per aziende, compleanni sia all’interno della nostra sede, sia all’esterno che anche all’interno di Parcobaleno. Coordina il settore Francesca: ha capacità organizzativa da vendere ed ha anche maturato una bella esperienza in cucina. Francesca e’ la coordinatrice aziendale di tutti i nostri cantieri, non solo quelli relativi al catering. Avete svolto anche alcuni servizi in collaborazione con Prima Bi. Sì, e si è trattato anche di iniziative importanti. Per esempio abbiamo curato l’inaugurazione dell’azienda per ‘Le Maioliche’, un’occasione nella quale sono state coinvolte ben quattro cooperative sociali. Sono eventi importanti. I risultati sono stati eccellenti.

Qual è la consistenza del Pino a livello associativo e di fatturato?

I soci della cooperativa oggi sono 39: di questi, i dipendenti soci cooperatori sono 13. Gli altri 26 sono soci fondatori, volontari e sovventori. I ragazzi svantaggiati che inseriamo nel lavoro sono 9 e nel 2015 il fatturato è stato di 312mila Euro, confermando quello dell’anno prima.

Come avete conosciuto il CSR e perché avete aderito?

Abbiamo sempre ritenuto strategica per noi, che siamo una piccola cooperativa, l’adesione ad un consorzio. Abbiamo fatto parte del Consorzio Agape, un’esperienza che purtroppo si sta chiudendo. Quando stavamo ragionando sulle varie gare che emergevano nel ravennate per l’USL e che coinvolgevano tutta l’area vasta, qualcuno ci ha parlato del CSR e siamo venuti alla prima riunione. Siamo rimasti molto soddisfatti di ciò che abbiamo sentito e abbiamo visto e abbiamo avanzato la nostra candidatura, poi accolta, ad entrare nella compagine sociale.

Che valore date alla ‘rete’ tra cooperative?

È importante opportuna e necessaria. Metaforicamente, possiamo ancora restare nel nostro piccolo orto e ‘tirare’ ancora qualche anno: ma se vogliamo sviluppare opportunità maggiori per l’inserimento lavorativo è necessario fare un passo in più. E il CSR è quel passo in più che dovevamo fare.

Manutenzione Verde

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